<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902</id><updated>2011-06-08T08:37:10.485+02:00</updated><category term='Cronache Albionesi'/><title type='text'>il Telegrafo a Vapore</title><subtitle type='html'>IL GIORNALE DELLE ARTI, DELLE SCIENZE, DELLE MARAVIGLIE E DEL MISTERO</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-6506591685173324769</id><published>2007-03-08T22:55:00.002+01:00</published><updated>2009-05-06T22:15:15.156+02:00</updated><title type='text'>Un ugonotto in Irlanda</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mi9D4ZZ_k-w/RfEoY5vcMxI/AAAAAAAAAAg/hdak_rBO7pg/s1600-h/nave.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mi9D4ZZ_k-w/RfEoY5vcMxI/AAAAAAAAAAg/hdak_rBO7pg/s320/nave.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039853866286068498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cari lettori del Telegrafo, torno da un viaggetto nella verde terra d’Irlanda con una notizia sensazionale. Forse non tutti gli esimi lettori di questo foglio ricordano che ai tempi del grande Napoleone Bonaparte, i francesi misero in cantiere un progetto assai ambizioso. Per favorire una possibile invasione delle terre d’Albione, il Primo Console francese pensò bene di utilizzare una tattica d’aggiramento degna del suo sopraffino cervello strategico. Approntò quindi, attorno al &lt;st1:metricconverter productid="1795, in" st="on"&gt;1795, in&lt;/st1:metricconverter&gt; gran segreto una spedizione di fidi marinai che, indottrinati a dovere sugli usi e costumi della terra di San Patrizio, avrebbero dovuto raggiungere l’Irlanda per sobillare e dar man forte agli oppositori della perfida corona inglese. Vennero reclutati normanni, celti di Bretagna e parigini dai capelli rossi che una volta vestiti con la tipica giacchetta verde degli irlandesi e nutriti di patate per tre mesi, sarebbero stati indistinguibili dalla popolazione locale. La spedizione, che si sarebbe dovuta chiamare operazione Cluricano (dal nome di un popolare folletto d’Irlanda), ebbe un esito infausto. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, le navi, da poco salpate dal porto di Saint Malo, furono costrette a far dietro front, malconce e sbrindellate, dopo aver dovuto buttare a mare tutto il loro carico di grog (imbarcato per farsi amici gli indigeni dalla fulva criniera). Ebbene, le cose non andarono così: camminando nei pressi della città di Cork, avvicinandomi ad un casupola per chiedere un goccio di buona birra scura, sentii la tipica esclamazione dei marinai francesi “Tuoni di Brest!”. Entrato nella baracca di paglia, al colmo dello stupore, vidi un uomo di mezza età, dai tratti rubizzi del borgognone ma provvisto di una folta capigliatura rosso fuoco. Era vestito con una ridicola veste verde e aveva addosso un paio di calzoni da sanculotto. Dopo una breve serie di domande sono venuto ad apprendere che il signore, tale Monsieur Sean Napoleone O’Robespierre, altri non era che il figlio dell’unico francese approdato in Irlanda ai tempi della spedizione. Il signor O’Robespierre, apparentato alla lontana con l’incorruttibile di rivoluzionaria memoria, mi ha raccontato della sua vita avara di soddisfazioni, condotta in una popolazione di papisti inverecondi (“Io che sono di origine ugonotta, pensi lei”) tra patate, torba e birraccia. Vita dura per uno che si definisce “Originario della Borgogna, amante per discendenza del buon vino, delle rane fritte e delle paseggiate nei boschi”. L’unica sua consolazione è l’adesione alla Lega dei capelli rossi di Londra, resa celebre da un caso dell’amico investigatore Holmes, alle cui riunioni si reca un paio di volte all’anno, viaggiando in ferry boat.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;8.03.1890&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-6506591685173324769?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/6506591685173324769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=6506591685173324769&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/6506591685173324769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/6506591685173324769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2007/03/il-napoleone-dirlanda.html' title='Un ugonotto in Irlanda'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mi9D4ZZ_k-w/RfEoY5vcMxI/AAAAAAAAAAg/hdak_rBO7pg/s72-c/nave.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-3185035903884519624</id><published>2007-02-11T17:32:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T10:44:20.097+01:00</updated><title type='text'>Il mistero dell’isola nera. Terza puntata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mi9D4ZZ_k-w/Rc9G8pZFdxI/AAAAAAAAAAM/CoH6Tw6al2M/s1600-h/textdenudata.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 252px; height: 329px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mi9D4ZZ_k-w/Rc9G8pZFdxI/AAAAAAAAAAM/CoH6Tw6al2M/s320/textdenudata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5030317316513298194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style=""&gt;L’antica sapienza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;      &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dopo essere rientrato tutto trafelato in albergo mi presi del tempo per riflettere su questa notizia. Dunque, il dottor Fox, il figlio dell’alienista dell’Isola, il sodale dell’Ingegner Brunel, era tornato a Weston Super Mare. Ero immerso nei miei pensieri, osservando strani giochi di luce provenire dall’edificio principale dell’isola di Knightstone, dall’altra parte della baia, quando un cameriere bussò alla porta, porgendomi una missiva a me indirizzata che era giunta nel pomeriggio. Il mio cuore ebbe un sussulto alla notizia che il mio carissimo amico Benedetto Croce, un piccoletto dalla vivida intelligenza e dal coltello facile, stava per raggiungermi in Inghilterra. Anzi, sarebbe arrivato alla stazione di Weston l’indomani al più tardi.&lt;br /&gt;Non posso dire che trascorsi una notte quieta. Nel sonno, agitato da sogni strani, mi parve più volte di svegliarmi di soprassalto e di trovarmi davanti al brutto muso del tatuato oppure a quello, ancora più orrendo, del nanerottolo barbuto dai tratti scimmieschi. E poi, tra un breve frammento di sonno e l’altro, in sogno mi apparve il volto del dottor Fox, che immaginavo essere un vegliardo dall’aria pachidermica e dai grandi favoriti bianchi. Vestito con un sudicio camice da medico, mi veniva incontro brandendo un bisturi tutto ruggine, dalle dimensioni di una specie di spadone medievale. Poi, senza rendermene conto, scivolai in un sonno più tranquillo che mi portò alle prime luci del mattino.&lt;br /&gt;La mattina trascorse tranquilla nel fumoir dell’albergo, con un buon toscano tra i denti e una copia della &lt;i style=""&gt;Cabala Rivelata&lt;/i&gt; appoggiata sulle ginocchia. Il volume, nonostante avesse appena un paio d’anni di vita, aveva già la copertina consunta. Macchie di umidità e profondi tagli sfregiavano la pelle nera della copertina, come se il libro fosse già passato per chissà quante mani. E non doveva trattarsi di mani raccomandabili! In realtà, il contenuto del tomo era dei più banali: un cumulo di corbellerie e di sciocchezze. Si trattava invero di una silloge di testi tratti dalle opere di Knorr von Rosenroth, che Mathers aveva raccolto come se si trattasse di un’opera nuova. Da quel che sapevo, Mathers aveva avuto l’occasione di trascorrere buona parte del suo soggiorno parigino, oltre che nell’alcova della signorina Bergson, a compulsare in modo ossessivo i volumi più segreti della biblioteca dell’Arsenale di Parigi. Un luogo che conoscevo bene.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ogni ragazzo che voglia farsi un nome nel campo del sapere deve trascorrere almeno un paio d’anni a Parigi. I miei ventiquattro mesi passarono tra bisbocce, bevute d’assenzio, incontri galanti e studio. Spesso la mia curiosità insaziabile per i saperi più nascosti veniva placata da una rapida visita al quartiere della Bastiglia e a quella che un tempo era la residenza dei Gran maestri dell’Artiglieria: la biblioteca dell’Arsenale, appunto. Fu in quelle venerande e sfarzose sale che mi imbattei per la prima volta nei libri di Knorr von Rosenroth e nelle sue erudite discese nel pozzo dell’antica sapienza ebraica. La sua traduzione dello &lt;i style=""&gt;Zohar,&lt;/i&gt; il libro dello splendore, fu per lunghi anni l’unico accesso per il mondo dei gentili ai segreti della magia cabalistica dei tempi di Salomone. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;          &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sfogliando il libro di Mathers nell’alberghetto di Weston, mi resi conto che una specie di vortice mi stava trascinando verso un centro di sapere segreto. E se una cosa poteva consolarmi del senso di vertigine era la consapevolezza di poter compiere la mia discesa in compagnia di un uomo che per sapienza, acutezza e audacia aveva pochi rivali: Benedetto Croce, appunto.&lt;br /&gt;Fu perciò con un soprassalto di felicità che corsi incontro all’amico, quando lo andai a prendere alla stazione ferroviaria. Lo abbracciai, chinandomi leggermente per via della sua bassa statura. Dalla tasca del panciotto spuntava un manico di madreperla. Lo guardai fingendomi stupito: “Vedo che non ti separi proprio mai dalla tua navaja!”&lt;br /&gt;Benedetto mi guardò di sottecchi, ridendo appena sotto i baffetti neri e sottili. “Caro amico, questa è la mia assicurazione sulla vita …” E dicendolo diede un colpetto al manico del coltellaccio a serramanico. In cuor mio ebbi un brivido, perché sapevo bene quante volte quella lama aveva saggiato la carne dei rivali della famiglia di Bertrando Spaventa – zio di Benedetto – nella guerra che oppose, qualche tempo fa, gli hegeliani del clan Spaventa ai feroci seguaci di Gioberti…&lt;br /&gt;(3 – continua)&lt;br /&gt;11.02.1890&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-3185035903884519624?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/3185035903884519624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=3185035903884519624&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/3185035903884519624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/3185035903884519624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2007/02/il-mistero-dellisola-nera-terza-puntata.html' title='Il mistero dell’isola nera. Terza puntata'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mi9D4ZZ_k-w/Rc9G8pZFdxI/AAAAAAAAAAM/CoH6Tw6al2M/s72-c/textdenudata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-802586145820395227</id><published>2007-01-26T22:56:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T10:44:21.723+01:00</updated><title type='text'>Il giro del mondo che va a rovescio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RbqPJNKbtXI/AAAAAAAAABU/GBO2qIwwF8M/s1600-h/train.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 0px 10px 10pt; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RbqPJNKbtXI/AAAAAAAAABU/GBO2qIwwF8M/s320/train.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024485722600224114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel 1872 l'eccentrico ed irascibile scrittore francese Giulio Verne, creatore di mirabolanti avventure in mondi fantastici e sconosciuti, ha avuto l'ardire di pubblicare un libro intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le tour du monde en quatre-vingt jours&lt;/span&gt; che raccontava della straordinaria impresa dell'aristocratico inglese Phileas Fogg. Il protagonista del libro per scommessa compie, assieme alla di lui servitù, un giro completo del mondo in 80 giorni navigando in battello, viaggiando in treno e persino volando a bordo di una mongolfiera. Ebbene non ce ne voglia Verne se dichiariamo in codesta sede che egli, in questo caso, non ha fatto tutto da solo in quanto l'impresa letteraria di Phileas Fogg era stata preceduta ed ispirata da quella reale compiuta due anni prima dall'americano George Francis Train, qui ritratto. Egli è un uomo d'affari alquanto eccentrico che, mettendo in pratica l'esperienza accumulata durante i suoi molti viaggi  di lavoro per oceani e continenti, ha deciso di compiere questa strampalata impresa e di ripeterla nel 1880, abbassando il tempo del viaggio a 67 giorni.&lt;br /&gt;Il destino del pianeta è ormai soggiogato dalle possibilità offerte dalla scienza e dalla tecnica e persino la cosiddetta "fuga in capo al mondo" rischia di rimanere solamente un vetusto modo di dire. Purtroppo le imprese reali di George Francis Train e quelle fittizie del Fogg verniano ispirano sempre più viaggiatori che utilizzano nuovi e più veloci mezzi di locomozione.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RbqPZ9KbtYI/AAAAAAAAABc/dc8EcVCgEH4/s1600-h/nellie.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 10pt 10px 5px; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RbqPZ9KbtYI/AAAAAAAAABc/dc8EcVCgEH4/s320/nellie.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024486010363032962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'ultima di queste imprese è quella compiuta dall'americana Nellie Bly, al secolo Elizabeth Jane Cochran, una giornalista del New York World che due giorni fa è arrivata a Nuova York dopo un viaggio di 72 giorni attorno al globo terracqueo. Nonostante non abbia battuto il primato ottenuto dal Train, è comunque un risultato incredibile. Calcolando in maniera alquanto probabile una perdita di tempo dovuta alle consuete lungaggini femminili per il trucco, per le prove di abiti nelle sartorie e nelle cappellerie, per l'acquisto di ammennicoli vari nei negozi di cianfrusaglie, è plausibile sostenere che Nellie Bly avrebbe potuto arrivare a Nuova York almeno sette giorni prima, ottenendo così il primato.&lt;br /&gt;Devo dire comunque, e non me ne voglia la nostra collaboratrice dall'Impero britannico Beba Stampatti, che facciamo già abbastanza sforzi a sopportare la presenza di donne  giornaliste che vergano le pagine dei nostri storici giornali e non sentivamo certo il bisogno che una di esse andasse in giro per il mondo ventilando ai quattro venti una pericolosa ed innaturale indipendenza dell'essere umano femminile da quello maschile. Dove arriveremo di questo passo? Magari al diritto di voto alle donne. Altro che progressi scientifici, qua ritornano alla memoria le vergognose immagini classiche di Ippolita e le sue amazzoni, e se questo è il futuro allora siamo in pieno regresso.&lt;br /&gt;Con codeste premesse, non me la sento proprio di condannare il comportamento di quel gruppo di cinquanta donne che, istigate da un frate carmelitano, il 24 novembre scorso hanno tentato di assaltare il vagone letto che ospitava la Bly durante la sosta del suo treno a Torino. Per la cronaca il gruppo di pie donne, perlopiù lavandaie e tessitrici della periferia torinese, sono state disperse dalle cariche di alcune pattuglie di Carabinieri a cavallo mentre il frate è stato arrestato.&lt;br /&gt;26.01.1890&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-802586145820395227?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/802586145820395227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=802586145820395227&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/802586145820395227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/802586145820395227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2007/01/il-giro-del-mondo-che-va-rovescio.html' title='Il giro del mondo che va a rovescio'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RbqPJNKbtXI/AAAAAAAAABU/GBO2qIwwF8M/s72-c/train.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-6624654751020430649</id><published>2007-01-16T11:44:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T10:44:22.462+01:00</updated><title type='text'>La torre del mistero. Perchè non la buttano giù?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RayuGXINNTI/AAAAAAAAAA4/rNpXG181lh8/s1600-h/Tour_Eiffel_1878.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RayuGXINNTI/AAAAAAAAAA4/rNpXG181lh8/s320/Tour_Eiffel_1878.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020579108922144050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cose assai particolari accadono in terra d'Oltralpe. La data del 31 ottobre scorso ha segnato la fine della grande Esposizione Universale di Parigi che ha sancito la rinascita internazionale di Parigi quale faro culturale ed economico dell'intiera Europa continentale. Ben ci ricordiamo i drammi e le devastazioni che seguirono alla guerra tra la Francia di Napoleone III e la Prussia di Re Guglielmo, proclamato poi Imperatore di Germania in quel di Versailles, e nonno dell'attuale Imperatore Guglielmo II; ancora tremiamo dinnanzi al ricordo dell'avvento di quella Comune a Parigi fatta di reietti e farabutti della peggior risma. La raccapricciante esperinza comunarda alla fine era stata spazzata via dall'accorta politica messa in pratica congiuntamente dal Thiers e dal Mac Mahon, pur nell'affrettato, a mio modesto avviso, passaggio da monarchia a repubblica. Cosa c'era dunque di meglio di una festa a più di tre lustri da quegli infausti eventi per celebrare la rinascita della città? Nulla appunto. Ma, conosciamo i francesi e la loro grandeur, non si sono limitati ad una fiera normale. L'hanno voluta fare universale e perdipiù hanno eretto una mostruosità in ferro nel bel mezzo della capitale.&lt;br /&gt;Sto parlando, con molto meno sdegno di quelloche vorrei esprimere, di quella torre che è stata eretta proprio in corrispondenza dell'entrata dell'Esposizione.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/Rayuo3INNUI/AAAAAAAAABA/UXLnkpgCxiM/s1600-h/462px-Gustave_Eiffel_1888_Nadar.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 7pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/Rayuo3INNUI/AAAAAAAAABA/UXLnkpgCxiM/s320/462px-Gustave_Eiffel_1888_Nadar.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020579701627630914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L'orribile guazzabuglio di ferro e bulloni è stato progettato da Gustavo Eiffel, già autore dell'idea per il bizzarro ponte di Maria Pia ad Oporto che tutti gli abitanti chiamano il ponte dei miracoli in quanto è un miracolo che resti ancora in piedi. La forma della torre è alquanto bizzarra e da lontano ricorda la figura di un tarabuso che canta durante la danza di accoppiamento. Iniziata nel 1887 questo tarabuso di ferro, mi onoro di aver coniato codesto epiteto che in quel di Moncalieri ha già avuto notevole diffusione, è stata inaugurata il 31 marzo scorso in occasione dell'apertura dell'Esposizione. Quando la grande fiera si è chiusa, il 31 ottobre, tutti gli amanti del buongusto si sarebbero aspettati che l'intiero ammasso di ferro venisse smantellato e utilizzato per costruire i binari della progettata linea ferroviaria sotterranea. Inoltre è abbastanza evidente la pericolosità della struttura quale attiratore e possibile propagatore di fulmini ed energie atmosferiche di vario tipo. Invece, con mia grande sorpresa, le autorità nicchiano da più di due mesi. Che ci sia qualcosa d'altro sotto? Che esista qualche intrigo oscuro che ha il potere anche di condizionare le decisioni del Prefetto della Senna e addirittura del Governo?&lt;br /&gt;Abbiamo indagato in merito e abbiamo scoperto cose molto interessanti riguardanti il passato del signor Eiffel e della sua militanza massonica, trovando anche risposte ad alcuni quesiti sorti durante i mesi della costruzione della torre. Prossimamente, avremo tutti gli elementi per rispondere ad una precisa domanda, che pochi in realtà finora si sono posti, che cosa c'è sotto la torre di ferro?&lt;br /&gt;16.01.1890&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-6624654751020430649?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/6624654751020430649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=6624654751020430649&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/6624654751020430649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/6624654751020430649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2007/01/la-torre-del-mistero-perch-non-la.html' title='La torre del mistero. Perchè non la buttano giù?'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RayuGXINNTI/AAAAAAAAAA4/rNpXG181lh8/s72-c/Tour_Eiffel_1878.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-24031140337430011</id><published>2006-12-22T17:42:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T10:44:22.711+01:00</updated><title type='text'>Friedrich Nietzsche e il Super-Amico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RYwMmVyKAGI/AAAAAAAAAAk/uYoXBCRhBSs/s1600-h/nietzsche.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RYwMmVyKAGI/AAAAAAAAAAk/uYoXBCRhBSs/s320/nietzsche.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5011394338178596962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La scorsa settimana abbiamo avuto l'onore di intervistare, sorseggiando una grappa al Caffè degli Specchi di Trieste, il celeberrimo professor Julius Langbehn, amico e collaboratore di Friedrich Nietzsche, famoso filosofo autore della teoria del Super-Uomo.&lt;br /&gt;Riportiamo letteralmente la chiacchierata avuta col professor Langbehn sulla sorte e il passato del suo sfortunato connazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiarissimo professor Langbehn i lettori sanno che lei ha assistito per un periodo il filosofo allemanno Friedrich Nietzsche. Ci dica innanzi tutto, come sta il nostro caro Nietzsche?&lt;br /&gt;"Eh... - il Langbehn scuote e china il capo con costernazione - purtroppo non bene. Sono stato a Jena nel mese di novembre e mi sono recato nella clinica per malattie nervose dove il caro Friedrich è ricoverato. Ho potuto accompagnarlo in alcune passeggiate nei giardini della casa di cura ma dopo qualche tentativo Nietzsche stesso, non ha più voluto vedermi. Pensi che continuava a chiedermi chi fossi. Io gli rispondevo che ero il suo caro amico Julius Langbehn e che volevo solo stargli vicino, ma niente. Lui mi guardava con occhi sconosciuti, aveva persino paura di me."&lt;br /&gt;Esimio professore, sappiamo che lei ha studiato storia dell'Arte ed in particolare i manufatti del popolo Tuca Tuca del Madagascar all'Università di Monaco in Baviera, eppure non conosciamo nulla dei suoi rapporti con Nietzsche precedenti alla malattia. Ci può dire qualcosa al riguardo?&lt;br /&gt;"Conobbi Nietzsche a Lipsia tre anni fa, nel 1886, quando frequentammo insieme le lezioni del professor Rohde. Naturalmente in quel tempo mi guardai bene dal presentarmi a lui. Egli era già famoso e io ero solo un promettente studioso, per cui mi limitavo a guardarlo da lontano e inviargli bigliettini di ammirazione."&lt;br /&gt;Avevate quindi conoscenze comuni in ambito accademico che favorirono i vostri contatti?&lt;br /&gt;"No. Diciamo che, in quel periodo, all'Università di Lipsia non godevo di grande fama. Mi limitavo ad infilare note e appunti sui suoi lavori nelle tasche dei suoi cappotti incustoditi e nelle tasche della sua cartella, ma senza farmi notare naturalmente."&lt;br /&gt;Certo, qui in Italia li chiamiamo peccati di gioventù, ma allora quando effettivamente incominciaste la vostra collaborazione intellettuale?&lt;br /&gt;"Dunque. Quando il povero Friedrich partì da Lipsia decisi di seguirlo. Lo seguii in Engadina, in Liguria, dove ebbi modo di affinare la vostra lingua, Nizza, Zurigo e molte altre città d'Europa. Continuai a seguire i suoi viaggi e contemporaneamente i suoi lavori. Pur non volendo intralciare con la mia ingombrante presenza il suo lavoro avevo preso a scrivergli tutti i giorni ma, come tutti sanno, il suo cosiddetto super-lavoro gli impediva costantemente di trovare il tempo per rispondermi."&lt;br /&gt;Ma scusi, allora lei e il professor Nietzsche non aveste mai un diretto contatto?&lt;br /&gt;"Ma cosa dice? Certo che sì! Eravamo divenuti così amici che organizzavamo insieme molti scherzi. Pensi che io più volte mi sono mascherato da Nietzsche e sono andato in giro per le vie delle città facendomi passare per lui. Ammiccando alle signore e proclamandomi di volta in volta Papa, Re o Imperatore d'Austria. Una volta pensi che ci burlammo addirittura di sua madre e del suo editore. Lui faceva finta di niente, anche quando lo incrociavo nei corridoi degli alberghi pur di non dare nell'occhio e farci così scoprire ci ignoravamo a vicenda."&lt;br /&gt;Questo degli scherzi è un lato della personalità di Nietzsche che non conoscevamo. Ci dica di più.&lt;br /&gt;"Certo, Nietzsche era un gran burlone prima della malattia. Un mattacchione come dicono i torinesi. Ricordo che quando recitai quella scenata incredibile in piazza Carlo Alberto a Torino, abbracciando il cavallo di Napoleone, Nietzsche rimase al gioco e non mi rimproverò. Persino quando, a suo nome, scrissi per scherzo diverse lettere alquanto colorite ad alcuni conoscenti non mi criticò assolutamente ed anzi penso che si fece una grossa risata da marpione qual'era. Erano proprio bei tempi. Se ripenso all'incredulità nei suoi occhi quando gli infermieri lo portarono via..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A queste parole lo sguardo del professor Langbehn, l'amico di Friedrich Nietzsche, ma in fondo l'amico che tutti vorremmo avere, si rabbuiò di colpo. Il capo si fece di nuovo chino e, per darsi coraggio, si strinse tra le braccia dondolando sulla sedia e mormorando ripetutamente a bassa voce la frase: "Friedrich, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;meine liebe&lt;/span&gt;, perchè sei andato via?".&lt;br /&gt;22.12.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-24031140337430011?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/24031140337430011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=24031140337430011&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/24031140337430011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/24031140337430011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/12/friedrich-nietzsche-e-il-super-amico.html' title='Friedrich Nietzsche e il Super-Amico'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RYwMmVyKAGI/AAAAAAAAAAk/uYoXBCRhBSs/s72-c/nietzsche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-5609268985477760837</id><published>2006-12-11T19:46:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T10:44:23.474+01:00</updated><title type='text'>Misteri un corno! D'Africa.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RX221894h3I/AAAAAAAAAAM/-XBs4VTu6PM/s1600-h/uccialli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RX221894h3I/AAAAAAAAAAM/-XBs4VTu6PM/s320/uccialli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5007359398720866162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Come ben tutti i nostri cari lettori sanno, lo scorso 2 maggio il plenipotenziario del Re nel Corno d'Africa, Pietro Antonelli, e il negus etiopico Menelik II, hanno sottoscritto in quel di Uccialli un trattato. Codesto accordo sancisce definitivamente la sovranità italiana sull'Eritrea e affida al Governo di SM la gestione delle relazioni internazionali dell'Abissinia. Questo punto fondamentale è stato subito chiarito durante le trattative e riportato sulla carta dall'inchiostro della penna pacificatrice. &lt;br /&gt;Gli abissini si sono mostrati ben contenti di tutti gli aspetti del trattato, o almeno di quasi tutti. Pare infatti che si siano risentiti per un dettaglio di interpretazione dovuto alla traslitterazione del testo dalla lingua dantesca al loro gergo farfugliante. Sarà sicuramente una diatriba di poco conto, magari sul numero di capre che il nostro Governo deve inviare al Negus quale dono di compleanno o qualche altra minima incomprensione. Di sicuro nulla che può inficiare il destino di questo storico accordo di pace. Pace che, siamo più che sicuri, durerà in eterno.&lt;br /&gt;Tra le righe del trattato spicca la clausola che prevede l'organizzazione, da parte della Regia Accademia di Geografia e Storia, di alcune spedizioni di studio. Seguendo le orme di grandi esploratori quali Giovanni Battista Belzoni, Giovanni Chiarini ed il friulano Savorgnan di Brazzà, che in questi anni ha così tanto onorato il suo paese natale, si eseguiranno studi del territorio, delle popolazioni, delle loro usanze, nonchè delle numerose vestigia degli antichi imperi copti.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RX23CM94h4I/AAAAAAAAAAU/99Z1WVruu3E/s1600-h/chiarini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 6px 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RX23CM94h4I/AAAAAAAAAAU/99Z1WVruu3E/s320/chiarini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5007359609174263682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; In particolare, secondo quanto apprendiamo da indiscrezioni provenienti dall'Accademia, si starebbe progettando una spedizione verso il regno del Limmu; un territorio già esplorato dal povero Chiarini, di cui riportiamo a fianco un commovente ritratto, di ritorno dal quale egli trovò la morte nelle prigioni della Regina del Ghera Ghennè-Fa.&lt;br /&gt;Qualche giorno orsono il chiarissimo Professor Giovanni Maria De Magistris, dell'Università di Pinerolo, ha esposto direttamente a SM Umberto, durante una partita di caccia al camoscio, il progetto per una spedizione verso una grotta nei pressi di Lagamara nella regione di Galla. Scoperta da due ufficiali del Regio Esercito durante la guerra, la grotta sembra custodisca una chiesetta molto antica dedicata a S. Giovanni. In ambito accademico già molti pensano che ci siano buone possibilità che questa spedizione possa svelare finalmente uno dei grandi misteri dell'archeologia: il luogo della tomba del prete Gianni e il nascondiglio dell'immenso tesoro del suo regno. Ma bisogna far presto! Francesi, tedeschi e inglesi non stanno a guardare, soprattutto dopo il grande ritrovamento delle miniere di Re Salomone da parte del Prof. Quatermain. &lt;br /&gt;Quali tesori porterà alla luce questo viaggio lo staremo a vedere, di sicuro il Telegrafo a Vapore lo seguirà in prima persona con un inviato di punta, il nostro Armando Rognanera, per fornirvi fino all'ultima goccia il succo dell'avventura.&lt;br /&gt;11.12.1889&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-5609268985477760837?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/5609268985477760837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=5609268985477760837&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5609268985477760837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5609268985477760837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/12/misteri-un-corno-dafrica.html' title='Misteri un corno! D&apos;Africa.'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NxupBSFxIBw/RX221894h3I/AAAAAAAAAAM/-XBs4VTu6PM/s72-c/uccialli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-5896375037370379063</id><published>2006-11-25T19:57:00.000+01:00</published><updated>2006-12-12T23:08:58.263+01:00</updated><title type='text'>Il mistero dell'isola nera. Seconda puntata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7382/277600451254435/1600/790183/isle%20noire.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 233px; height: 184px;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7382/277600451254435/320/378251/isle%20noire.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style=""&gt;Una ricomparsa inattesa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo il prestigio dei bagni di Weston Super Mare crebbe negli anni, portando la piccola località a diventare una delle mete favorite dei gentiluomini in vacanza. L’elegante stazione termale ospita però, da circa un anno, una conventicola di personaggi bizzarri. Dal 1888, infatti, presso il 28 bis di Swiss Road, proprio accanto alla villa che diede dimora all’ingegner Brunel ai tempi della costruzione della ferrovia e degli esperimenti misteriosi nel laboratorio dei Fox, ha preso sede il Tempio di Iside dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata. L’Alba Dorata è una specie di società segreta che, sorgendo da una diaspora in seno ai più celebri rosacrociani, sta acquistando un prestigio sempre maggiore nei salotti della nobiltà londinese e nei fumoir dei club più esclusivi di tutta l’Inghilterra. L’Ordine dell’Alba Dorata vanta come suo capo carismatico un bizzarro massone cultore delle tradizioni celtiche, un certo Samuel Mathers, che nel &lt;st1:metricconverter productid="1887 ha" st="on"&gt;1887  ha&lt;/st1:metricconverter&gt; pubblicato un libro intitolato &lt;st1:personname productid="La Cabala Rivelata" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="La Cabala" st="on"&gt;&lt;i style=""&gt;La Cabala&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt; Rivelata&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;, che ha riscosso un notevole successo nelle cerchie degli occultisti di tutta Europa. Costui, oltre a intrattenere ottimi rapporti con la celebre medium e spiritista Madame Blavatsky, trasferitasi a Londra in quello stesso 1887, pare avere una relazione sentimentale con Madamoiselle Moina Bergson. Ebbene sì, le vostre orecchie non vi ingannano: la stessa Moina Bergson che è la sorella di un dei più noti filosofi de nostro tempo, quell’Enrico Bergson la cui influenza dalla cattedra della Sorbona si esercita su tutta la borghesia di Francia. Tutto sembra quindi far pensare che un oscuro complotto stia stendendo le sue ritorte braccia sull’Europa tutta, coinvolgendo il fior fiore della nobiltà inglese, un noto filosofo francese, l’antica sapienza della cabala ebraica e i misteriosi riti dei druidi. Ma restano alcune domande in sospeso: l’altrieri, passeggiando nei pressi della cadente Swiss Villa, ho distintamente visto uno strano negro dalla faccia tatuata discorrere con un omino dalle fattezze orribili. Incuriosito, mi avvicinai di soppiatto alla finestra, quando pestai un ramoscello secco, che si ruppe con uno schiocco. I due figuri si interruppero e sentii uno di loro – presumo il tatuato – sporgersi proprio sopra di me. Per fortuna una voce imperiosa li richiamò al loro lavoro. Ma la felicità per lo scampato pericolo andò a sommarsi a un terrore cieco, quasi immotivato, quando potei sentire distintamente i due indigeni pronunciare queste parole: “Arriviamo subito, Dottor Fox”.&lt;br /&gt;(2 - continua)&lt;br /&gt;25.11.1889&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-5896375037370379063?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/5896375037370379063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=5896375037370379063&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5896375037370379063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5896375037370379063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/11/il-mistero-dellisola-nera-seconda.html' title='Il mistero dell&apos;isola nera. Seconda puntata'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-5694971494496429244</id><published>2006-11-17T20:22:00.000+01:00</published><updated>2006-12-12T12:54:30.325+01:00</updated><title type='text'>Le tigri della Boemia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7382/277600451254435/1600/711129/UBL024.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 6pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7382/277600451254435/320/927318/UBL024.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ne ho viste di tutti i colori nella mia tribolata esistenza che voi lettori non potete neanche immaginare, ho visto navi da battaglia francesi in fiamme al largo dei bastioni di Gibilterra e ho visto i raggi N di Blondlot balenare alla Scala durante la prima del Tannhäuser. Ebbene in tanti anni di stranezze non avevo mai sentito di una banda di malesi che commetteva impunita atti di pirateria a Praga, nel bel mezzo dell'Europa continentale. Certo tutti ci ricordiamo delle avventure di Henry Morgan o di Capitan Kidd, ma in questi casi si parla di malfattori vissuti più di cent'anni fa. In tempi più recenti possiamo ricordare la guerra di corsa intrapresa da avventurieri di ogni risma al servizio dell'una o dell'altra nazione durante le campagne napoleoniche. Come dimenticare poi l'attività piratesca dei cosiddetti Corsari di Casale Monferrato, che nel corso della guerra agli austriaci attaccarono le chiatte dei rifornimenti nemici lungo il Po, il Ticino e l'Adda e che, catturati in seguito ad un tradimento, vennero fatti penzolare dal ponte di Piacenza con una corda a mo' di collana.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla notizia arrivata dalla Boemia. I pirati che agivano a Praga erano asiatici, marinai malesi rimasti in Europa senza imbarco a causa del fallimento del loro armatore tedesco. Essi sono abituati nella loro terra ad alternare la pesca alla marineria, il contrabbando alla pirateria. Secondo quanto è stato affermato dal capo della polizia locale nonché dal borgomastro Jindřich Šolc, a differenza dei loro colleghi, la banda di pirati non operava però solcando le acque della placida Moldava. Con un lavoro dalla pazienza certosina infatti, i pirati avevano scavato un tunnel partendo da una delle condotte d'emergenza delle fogne, arrivando fino ad una grande grotta facente parte delle antiche catacombe. Conquistata quella posizione strategica quei malfattori incominciarono ben presto a compiere piccoli furti e rapine di poco conto e ad arruolare nuovi adepti tra le file dei vagabondi. Se fosse finita qui si sarebbe trattato di una faccenda molto simile a quella delle violentissime turbe di delinquenti che infestavano fino ad una ventina d'anni fa Nuova York. Invece i pirati, secondo un piano che a molti è sembrato studiato alla perfezione, hanno intercettato le tubature della rete di posta pneumatica in funzione da appena due anni. Con incredibile abilità i novelli Barbanera si sono appropriati di diverse centinaia di migliaia di corone scambiandole con denaro falso, prodotto per l'occasione in una improvvisata zecca sotterranea. Oltre al denaro, tra i documenti sottratti e duplicati anche le partiture di molte opere musicali inviate da famosi compositori, quali Antonin Dvořák, Zdeněk Fibich e Léon Minkus, ad una famosa ditta di pianoforti meccanici. Gli spartiti, già codificati in schede perforate secondo i dettami del matematico tedesco Markus Prosch III, sono stati sostituiti e immessi nel mercato illegale degli organetti da strada. Solo dopo diversi mesi di predazione il covo di questi pirati di terraferma è stato scoperto dalla polizia che ha bloccato ogni operazione illecita. Solamente una decina di banditi comunque è stata arrestata e a riprova del fatto che dietro al piano diabolico ci fosse una mente criminale superiore, gli arrestati hanno fatto il nome di un misterioso Professor Horfaniewśky. Vi ricorda qualcuno? A me sì: il Professor Orfanik.&lt;br /&gt;Che il teutonico scienziato pazzo abbia deciso una volta per tutte di mettere in pratica le sue minacce?&lt;br /&gt;17.11.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-5694971494496429244?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/5694971494496429244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=5694971494496429244&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5694971494496429244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5694971494496429244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/11/ne-ho-viste-di-tutti-i-colori-nella-mia.html' title='Le tigri della Boemia'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-5319101104603369341</id><published>2006-11-09T00:18:00.000+01:00</published><updated>2006-11-09T08:33:37.499+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronache Albionesi'/><title type='text'>Cronache Albionesi. Lavorare meno per lavorare tutti!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/gas.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 243px; height: 443px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/gas.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono davvero lieta di dare il benvenuto ai lettori di queste corrispondenze dalla terra d’Albione con una notizia che fa ben sperare per la prosperità futura della popolazione inglese e, per contagio positivo s’intende, anche per i destini del nostro popolo italico. In questo periodo di grande crisi, in cui le difficoltà della vita quotidiana, le miserie e le conseguenze di questo nostro secolo tormentato costringono migliaia e migliaia di persone a lasciare &lt;st1:personname productid="la Madrepatria" st="on"&gt;la Madrepatria&lt;/st1:personname&gt;, la casa e gli affetti per cercare fortuna in terre lontane, talvolta lontanissime come le Americhe, la notizia che qualcosa si sta facendo per dare un lavoro e una stabilità economica alle famiglie nel vecchio continente fa ben sperare. È infatti fresca la notizia della plauditissima iniziativa della ditta della South Metropolitan Gas Company, la società che fornisce il gas a una consistente porzione della capitale londinese, con cui l’emerito signor Carpenter, presidente della società summenzionata intende aiutare i suoi concittadini. Come si può vedere dall’annuncio che siamo in grado di pubblicare integralmente, avendo presenziato personalmente alla conferenza stampa con cui l’operazione è stata presentata alla cittadinanza, la società fornitrice di gas offre una rivoluzionaria opportunità ai suoi futuri dipendenti: a tutti coloro che sottoscriveranno di proprio pungo un contratto di impiego che li vincoli&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;alle dipendenze della società stessa per un periodo non inferiore ai dodici mesi, il signor Carpenter promette, oltre al consueto salario, una percentuale sui profitti delle azioni societarie. Impossibile, direte voi? Affatto: l’annuncio è chiarissimo e spiega a chiare lettere i termini del contratto e la possibilità per qualunque uomo abile al lavoro di sfruttare questa possibilità. Ma non è tutto! Le ore giornaliere di lavoro non saranno le solite dodici, bensì – udite, udite! – solo otto! Questo significherà che i lavoratori percepiranno la stessa paga mensile lavorando quasi il 25% in meno. Incredibile davvero. Vogliamo poi tenere debito conto della soddisfazione di lavorare sapendo che gli sforzi e il sudore saranno compensati maggiormente se la compagnia va bene e fornisce più gas? Secondo il nostro parere, questa iniziativa è davvero destinata ad entrare nella storia, forse non tanto per l’eccessiva riduzione dell’orario di lavoro che temiamo rimarrà un fenomeno isolato tanto è enorme come innovazione, quanto per la progressiva partecipazione dei lavoratori ai frutti del loro lavoro, presupposto indispensabile per il loro sviluppo umano e professionale, nonché pratica che ci auguriamo si affermerà sempre più anche nel nostro Belpaese.&lt;br /&gt;Da Londra, Beba Stampatti &lt;br /&gt;8.11.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-5319101104603369341?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/5319101104603369341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=5319101104603369341&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5319101104603369341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/5319101104603369341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/11/cronache-albionesi-lavorare-meno-per.html' title='Cronache Albionesi. Lavorare meno per lavorare tutti!'/><author><name>Beba Stampatti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05041428795634634294</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-2743318256501014090</id><published>2006-11-04T13:21:00.000+01:00</published><updated>2006-11-05T00:21:54.180+01:00</updated><title type='text'>Il mistero dell’isola nera. Prima puntata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/brunel.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 8pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 188px; height: 289px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/brunel.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’occulto ingegnere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivai in treno, in un pomeriggio stranamente assolato di novembre. E subito mi resi conto di poter percepire la sua presenza. Nei nomi delle strade, che tante volte avevo letto nei resoconti giornalistici. Negli edifici, persino nei volti dei più anziani, che forse l’avevano conosciuto di persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti, a Weston Super Mare, cittadina di mare a poche miglia da Bristol, si ricordano il suo nome. Cinquant’anni fa, attorno al 1840, Isambard Kingdom Brunel era sulla bocca di tutti. Brunel era un ingegnere, e per conto della Bristol &amp;amp; Exeter Railway aveva l’incarico di sovrintendere la costruzione della tratta ferroviaria che avrebbe collegato Weston alle principali linee ferrate del regno. L’ingegnere arrivò in città con la sua famiglia e andò a vivere a Swiss Villa, un’elegante costruzione in uno dei quartieri più esclusivi del circondario. Inizialmente il suo arrivo venne accolto con gran giubilo dalla popolazione. Weston Super Mare, collegandosi alla Grande Ferrovia Occidentale, una delle meraviglie della tecnologia del tempo, avrebbe finalmente visto arrivare a frotte i turisti, richiamati dall’ambiente incantevole e dalle delizie del luogo. Ben presto però, strani fatti iniziarono a essere associati al nome di Isambard Kingdom Brunel. Innanzitutto la scoperta, sotto un terrapieno che gli operai stavano spianando per far posto ai binari, di una serie di resti umani, risalenti probabilmente all’epoca dei druidi. La scoperta venne fatta passare sotto silenzio, e solo dieci anni dopo, nel 1850, altri resti vennero alla luce, costringendo la stampa a dar conto della misteriosa scoperta. I resti, teschi, braccia e tibie umane, vennero fatti risalire all’età del ferro e ricondotti all’esistenza, nei dintorni, di un’antica fortezza. Ma molti testimoni, tra cui il dottor Tobias Jekyll, padre di uno dei più noti medici londinesi di questi anni, notarono che le ossa sembravano molto più recenti e portavano incise misteriose rune, più vicine ai segni che gli indigeni Maori si tracciano sul viso e sul corpo che al linguaggio degli antichi druidi celtici e sassoni. L’ingegner Brunel strinse inoltre amicizia con il figlio maggiore del dottor Edward Long Fox.&lt;br /&gt;La famiglia Fox aveva acquistato, attorno al 1830, l’isola di Knightstone (vale a dire la pietra del cavaliere). Nell’isola già da tempo erano attivi alcuni bagni di villeggiatura. Il dottor Fox, pioniere nel trattamento delle demenze, volle tuttavia insediarvi anche un campo di lavoro ove impegnare i suoi pazienti. Vi installò anche un laboratorio. Il figlio di Fox e l’ingegner Brunel passavano molte ore a compiere strani esperimenti nel laboratorio del vecchio Fox. E i villeggianti che passeggiavano nottetempo nei pressi della grande villa dei Fox più volte testimoniarono di aver udito strane grida e grugniti non umani venire dalle finestre ferrate dei sotterranei. L’inaugurazione della stazione ferroviaria di Weston Super Mare coincise con la partenza dell’Ingegner Brunel per Londra e di Jonathan Fox, il figlio del dottore, per le isole Andamane.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;(1 - continua)&lt;br /&gt;4.11.1889&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-2743318256501014090?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/2743318256501014090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=2743318256501014090&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/2743318256501014090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/2743318256501014090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/11/il-mistero-dellisola-nera-prima-puntata.html' title='Il mistero dell’isola nera. Prima puntata'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-505477160913035326</id><published>2006-10-29T09:26:00.000+01:00</published><updated>2006-10-29T09:34:36.579+01:00</updated><title type='text'>Moti circensi a Londra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/folla.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/folla.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La città di Londra, sebbene sconvolta dalle malefatte del misterioso assassino che si fa chiamare Jack lo Laceratore, è stata allietata, nella tiepida estate del 1889, da un evento che, si può ben dire, ha attirato grandi e piccini. È infatti arrivato nella capitale della terra albionica il fantasmagorico spettacolo del circo a tre piste del celeberrimo P.T. Barnum. Il circo Barnum, che già altre volte ha visitato il vecchio mondo, è una delle più grandiose attrazioni d’America. Lo stesso fondatore, uomo di largo ingegno e di cuore munifico, è noto per le sue posizioni di filosofo universalista, e il suo sogno è quello di portare, oltre che letizia e allegria,  pace e prosperità a tutti gli uomini. Purtroppo va detto che le posizioni progressiste del Signor Barnum sono state equivocate da un nutrito gruppo di anarchici, socialisti e bakuniani, che sono accorsi a frotte a Londra attirati dallo spettro di un possibile moto rivoluzionario. Non contenti di aver dato filo da torcere ai bravi poliziotti inglesi, ubriacandosi nelle bettole delle zone malfamate di Whitechapel, le torme sediziose di rivoluzionari hanno recato lo scompiglio nel cimitero di Highgate, ove si erano recati per rendere omaggio alla tomba di Carlo Marx. Infine, carichi di gin e di birra di poco pregio, si sono recati con gran scandalo presso la piazza in cui si trovava montato il tendone multicolore del circo. Acclamando la rivoluzione hanno fatto tanto chiasso da chiamar fuori il Signor Barnum che ha cercato di riportare i ribaldi a miti consigli. Ma, ahimè, l’orazione pacifista del profeta del circo non ha sortito altro effetto che quello di esacerbare gli animi, inducendo i baffuti anarchici a dare l’assalto alle gabbie delle belve feroci armati di torce, coltelli e di qualche rivoltella. Prima che l’esercito (un gruppo di reduci dall’India i quali, sebbene malarici, hanno tenuto testa ai rivoltosi) intervenisse, un gruppo di kropotkiniani della provincia di Savona ha liberato un Orango Tango, deducendo dal manto rosso dell’animale la sua natura intrinsecamente rivoluzionaria. Per fortuna l’intervento solerte dei fucilieri del Regno ha disperso i rivoltosi. Tra le file dei militari, si è distinto particolarmente il dottor Watson, già ufficiale medico in India, riservista e collaboratore del famoso investigatore Sherlock Holmes.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;29.10.1889&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-505477160913035326?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/505477160913035326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=505477160913035326&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/505477160913035326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/505477160913035326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/moti-circensi-londra.html' title='Moti circensi a Londra'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-237743814152501903</id><published>2006-10-24T12:37:00.000+02:00</published><updated>2006-10-24T14:58:41.235+02:00</updated><title type='text'>Un'avventura sui tetti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/piroscafo.1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/400/piroscafo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I giornalisti del Telegrafo a Vapore si sa, sono cavalli di razza. Allevati a biada e pettegolezzi, li abbiamo abituati a sgroppare dietro le notizie anche a costo di levare il frustino e dare qualche scudisciata. Proprio da uno dei nostri migliori inviati&lt;b&gt;, &lt;/b&gt;di cui non possiamo rivelare il nome e che chiamiamo amichevolmente Gandolin, viene il pezzo di prima mano che riportiamo qui sotto. Capite anche voi cari lettori il perchè di tanta segretezza nel mantenere le generalità della nostra penna visto che l'inchiesta che Gandolin sta seguendo pericolosamente è ancora in corso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;"Quando ricevetti l'incarico di accogliere l'ispettore Lestrade all'arrivo del piroscafo, per intervistarlo sulle ultime novità dell'inchiesta sul famigerato assassino Jack il Tagliagole, mai mi sarei immaginato di trovare una tal ressa di colleghi al Ponte Spinola. Tutti attendevano il corpulento ispettore inglese che invece continuava a non mostrarsi sulla passerella. Per un colpo di fortuna l'occhio mi cadde su di uno spilungone inglese che cercava di farsi largo tra i giornalisti, l'intuito mi disse di aiutarlo a scavalcare quella masnada ed a condividere con lui una carrozzella.  In un italiano biascicato mi informò di chiamarsi Smith e di essere un ingegnere americano in viaggio per lavoro, con il compito di presentare al Regio Consiglio Militare alcuni progetti che, era evidente, teneva precauzionalmente in una valigetta legata al polso con una catena di acciaio. Per sdebitarsi l'americano mi invitò a pranzare con lui in un ristorante della città vecchia, io accettai di buon grado pregustando di sorseggiare anche un buon vinello di campagna.&lt;br /&gt;Non potei soddisfare il mio desiderio perchè, proprio mentre si stava brindando alla salute della Regina Margherita, un proiettile sparato dal tetto di una casa vicina frantumò il mio bicchiere levato al cielo. Non feci neppure in tempo a rendermi conto dell'accaduto che l'amico americano mi spinse a terra. Rimanemmo nascosti dietro una fioriera mentre i colpi la crivellavano. Quando tornò la calma Smith tirò fuori da una tasca un revolver e partì alla caccia della figura nera che sporgeva da dietro un camino. Da parte mia ero impietrito dall'emezione ma l'occasione era troppo ghiotta, seguì Smith arrampicandomi su di una terrazza e da lì saltando sui tetti delle case più basse raggiunsi il punto da cui lo sparatore era appostato, il fucile era appoggiato al comignolo e Smith lo stava esaminando. D'un tratto vedemmo un uomo con un lungo mantello nero sbucare da dietro uno dei camini e saltare verso il tetto della palazzina vicina, io e Smith ci guardammo per un attimo e poi scattammo all'inseguimento. Non so neanche quante volte ho rischiato di cadere e per quanti tetti e cornicioni inseguii quel mariuolo, di certo dei tre ero quello che procedeva con il passo più lento ed impacciato. Alla fine riuscimmo a bloccare il fuggiasco su di un tetto isolato, vistosi accerchiato l'uomo si girò verso di noi, disse qualcosa in inglese al mio compagno di caccia citando anche il nome di Jack the Ripper, fece un inchino e si lanciò nel vuoto. Mi affacciai convinto di vederlo sfracellare e invece da sotto il mantello sbucarono due ali meccaniche, dalla figura molto simile a quelle progettate dal Leonardo, che lo fecero planare e poi innalzarsi verso le colline ed una fuga certa. Per niente stupefatto, Smith prese bene la mira e sparò con la sua Colt. Una delle alì meccaniche si bloccò di colpo e l'uomo perse velocemente quota fino a schiantarsi sulle vetrate della Galleria Mazzini. Scendemmo a rotta di collo dal tetto ma giunti alla galleria trovammo solo un nutrito gruppo di persone che guardava in alto la carcassa penzolante di uno strano&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/biglietto.2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/400/biglietto.1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; marchingegno alato, ma di cadaveri neanche l'ombra. Smith, che intanto aveva già riposto l'arma, mi salutò, ringraziandomi ancora, e prima di sparire tra la folla mi lasciò il suo biglietto da visita."&lt;br /&gt;24.10.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-237743814152501903?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/237743814152501903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=237743814152501903&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/237743814152501903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/237743814152501903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/unavventura-sui-tetti.html' title='Un&apos;avventura sui tetti'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-7851592313972504828</id><published>2006-10-18T23:45:00.000+02:00</published><updated>2006-10-18T23:49:46.196+02:00</updated><title type='text'>Jules Doinel ovvero il mondo degli spiriti rivelato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/doinelovale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/doinelovale.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Ci perdoneranno i nostri lettori se ancora una volta diamo spazio a una notizia proveniente dalla terra di Francia. Ma il paese dei Galli ci sorprende sempre con notizie che hanno la parvenza dell’incredibile. Pare infatti che nel Settembre di quest’anno il Signor Jules Doinel, gesuita ben presto rapito dalla passione delle scienze occulte, abbia vissuto un’esperienza davvero singolare. Il Doinel, uomo distinto, con la barbetta e gli occhiali a pinza, impiegato per anni all’archivio di Orleans, da qualche tempo anima le serate dei circoli ermetici parigini con le sue scorribande nel regno dell’occulto e dello spiritismo. Già seguace della contessa &lt;/span&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Maria de Mariàtegui (convinta di essere la reincarnazione di Maria Stuarda) e di Giuseppino Boccadombra (sedicente incarnazione del manzoniano Frà Cristoforo), Doinel ha incontrato, nel corso delle numerose sedute spiritiche cui ha presieduto, una gran quantità di personaggi del passato. Nel Settembre scorso, però, ha vissuto l’esperienza più notevole: nel bel mezzo di una seduta spiritica ha evocato ben quaranta (dicesi quaranta) vescovi catari che, non contenti di essersi materializzati in un salotto parigino, hanno subito dato vita a un conclave che ha portato all’elezione dello stesso Doinel in qualità di Vescovo della chiesa gnostica dell’Assemblea del Paracleto. Noi del telegrafo non possiamo che congratularci con l’illustre transalpino, ricordando però che anche noi abbiamo le nostre glorie locali in materia (se così si può dire ) di spiriti, spiritelli, fantasmini e fuochi fatui. Tarcisio Batroccolati, modenese, di professione ebanista, è infatti in grado di evocare, previa bevuta di alcuni galloni di aceto aromatico e l’ingurgitamento di una dozzina di gnocchi fritti, mirabolanti figuri del passato. Tra questi ricordiamo l’arciprete di Pontelagoscuro, Don Balosa; &lt;/span&gt;&lt;st1:personname style="color: rgb(51, 51, 51);" productid="la Pinetta" st="on"&gt;la Pinetta&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;, meretrice del lungopò; e il capitano dei Regi Carabinieri Carlo Barocci. Ordinato sacerdote da Don Balosa, il Batroccolati è stato visto somministrare i sacramenti a molti pescatori della zona. Internato al manicomio di Mantova, l’ebanista dell’occulto ha attribuito la sua iniziazione al regno delle ombre a un incontro, avvenuto nei dintorni del lido di Spina, con un apolide di circa centotrent’anni, un certo Paolo Zeder.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;18.10.1889&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-7851592313972504828?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/7851592313972504828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=7851592313972504828&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/7851592313972504828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/7851592313972504828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/jules-doinel-ovvero-il-mondo-degli.html' title='Jules Doinel ovvero il mondo degli spiriti rivelato'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-2903347845960355169</id><published>2006-10-14T23:14:00.000+02:00</published><updated>2006-10-16T10:42:59.990+02:00</updated><title type='text'>Un treno per i topi?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/scavi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 309px; height: 227px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/scavi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da qualche mese una singolare lotta si sta combattendo sotto le strade di Parigi. Infatti, in occasione della grande fiera universale, il prefetto della Senna ha invitato l'ingegnere Fulgenzio Bienvenüe a sovrintendere alle escavazioni di studio per la prossima, ma se mi è consentito alquanto problematica, realizzazione di una ferrovia sotto il suolo della capitale gallicana. Non soltanto nel sottoscritto ma in molti settori della società parigina sono sorti seri dubbi in merito al progetto. Dove dovrebbero finire i fumi delle caldaie? Il vapore non rischia di creare pressione nelle pareti delle gallerie, di intasare le tubature e di far così saltare i già precari tombini delle fogne? E i ratti e le altre fiere sconosciute che da secoli infestano indisturbate le catacombe e le cloache della città, non si riverseranno imbizzarrite in superficie spargendo mefitiche esalazioni, germi e pestilenze d'ogni tipo? Per dare una soluzione almeno a quest'ulitmo quesito sono già state organizzate squadre di eliminatori di ratti: uomini  provenienti da Marsiglia e con una lunga esperienza nelle stive della flotta militare, che verranno a breve forniti di una dozzina di feroci gatti dell'isola di Man, famigerati uccisori di sorci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;D'altro canto che nel sottosuolo di Parigi si celi un'ambiente selvaggio e misterioso, talmente popolato da animali da esserer paragonato alle selve pluviali dell'Africa Equatoriale, è ormai un fatto risaputo. Lo strabiliante caso del "ragazzo topo", che anni fa tenne incollata tutta la Francia alle pagine delle gazzette, ne è una riprova lampante. Come i lettori ben ricorderanno, il ragazzo topo altri non era che il figlio del nobile marchese de Toilette che nel 1848, alle prime avvisaglie dei moti rivoluzionari, temendo una nuova presa della Bastiglia, si rifugiò con la famiglia negli oscuri antri delle catacombe. Il marchese e la moglie ritornarono ben presto alla superficie ma lasciarono nei cunicoli il loro figlioletto, rapito da una grossa pantegana e che credevano ormai morto. Cresciuto dai topi e divenuto in breve tempo Re dei Ratti, il giovane de Toilette cominciò ad organizzare col suo esercito di roditori vere e proprie razzie ai granai in superficie. Catturato grazie ad un enorme pezzo di gorgonzola, de Toilette venne rieducato alla vita civile dal professor Daumer, stimato luminare tedesco, che già aveva lavorato su un caso simile. I progressi ottenuti si infransero però sul richiamo della fogna che agiva sulla mente del re dei topi implacabilmente. Una notte di plenilunio de Toilette rosicchiò le corde di canapa che lo legavano al letto, uscì dalla casa del Daumer evitando anche l'enorme trappola posizionata vicino alla porta e si infilò nel primo tombino della via. Di lui non si seppe più nulla.&lt;br /&gt;14.10.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-2903347845960355169?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/2903347845960355169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=2903347845960355169&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/2903347845960355169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/2903347845960355169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/un-treno-per-i-topi.html' title='Un treno per i topi?'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-415409801127989834</id><published>2006-10-12T09:41:00.000+02:00</published><updated>2006-10-14T00:03:55.787+02:00</updated><title type='text'>Incontri bizzarri in Provenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/arles.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/arles.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nella terra di Giotto e Leonardo può sembrare un fatto incredibile, ma in Francia gli imbrattatele con turbe psichiche se ne vanno in giro a piede libero. L’anno scorso ero in viaggio nei pressi di Arles, una ridente cittadina provenzale (di cui vediamo una bella immagine qui a fianco fresca di sviluppo), quando, colto da un’improvvisa colica, chiesi riparo per la notte ad un albergatore campagnuolo. Durante la notte, che trascorsi insonne a cagione del mal di ventre, potei sentire rumori di un parapiglia venire dalla stanza accanto alla mia. Pareva che due gorilla si stessero azzuffando, e non potei che accostare l’orecchio alla parete, anche se a parte alcune parole bofonchiate in una lingua incomprensibile, non riuscii ad intendere nulla di chiaro. Il mattino dopo, seppi che due pittori locali, un francese, un certo Gonghén, o qualcosa del genere, e un olandese svitato, Vincenzo Van Grog, se l’erano date di santa ragione. Per curiosità chiesi al proprietario dell’albergo se potevo dare un’occhiata alle “opere” di quei due individui. Proprio in quel mentre arrivò il Van Grog: un rosso dagli occhi spiritati che avrebbe destato l’interesse del Dottor Lombroso (e ho saputo da un amico che qualche mese fa, in maggio, si è fatto ricoverare in un manicomio). Aveva un orecchio fasciato, probabile conseguenza della rissa notturna, a mala pena coperto da una fasciatura tenuta ferma da un capellaccio floscio. Dopo che il proprietario gli ebbe sussurrato qualcosa, il pittore, in un francese biasciato, ebbe a chiedermi se volessi, a rimborso della notte insonne, uno dei suoi quadri. Dal tabarro estrasse uno scarabocchio che doveva rappresentare, con dei colori irreali, un vaso di girasoli. Subito dopo il suo amico francese mise il naso fuori da una porticina, e si offerse anche lui di donarmi un disegno che pareva tracciato da un primitivo. Io rifiutai i doni, fingendomi lusingato. Ma dentro di me pensavo al mio bel salotto, con il paesaggio laziale dipinto da Tiberio Trefolotti, i cani da caccia di Filopanti, le ceramiche del Donati, e gonfio d’orgoglio ho pensato ai miei discendenti, fieri di aver ereditato opere preziose e buon gusto dal loro avo. Altro che olandesi pazzi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;12.10.1889&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-415409801127989834?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/415409801127989834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=415409801127989834&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/415409801127989834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/415409801127989834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/incontri-bizzarri-in-provenza.html' title='Incontri bizzarri in Provenza'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-2565069579561919836</id><published>2006-10-08T12:19:00.000+02:00</published><updated>2006-10-08T12:21:16.699+02:00</updated><title type='text'>Il Kilimangiaro espugnato!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/p975460a.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 236px; height: 320px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/p975460a.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una notizia, che dalle pagine del telegrafo vi trasmettiamo in anticipo sugli altri giornali, ha messo in agitazione l’ambiente delle esplorazioni. Un paio di giorni fa, esattamente il 6 ottobre, due esploratori tedeschi, Hans Meyer e Ludwig Purtscheller (nell'immagine a fianco), hanno raggiunto la cima coperta da nevi perenni del monte Kilimangiaro, il primordiale vulcano che troneggia nella piana infuocata della terra d’Africa. Schivando le zagaglie degli ottentotti e di altre tribù selvagge i due scalatori ed esploratori che onorano della loro presenza la terra dei teutoni hanno avuto ragione delle difficoltà della salita e hanno piantato la loro bandiera sulla cima del solenne vulcano biancocrinito. Alcune malelingue, forse rese ebbre dalla lettura delle pagine fantastiche di Giulio Verne, affermano però che dietro la spedizione non si celi solo lo splendido sogno di civilizzazione europea delle selvagge terre del continente nero, ma un’esplorazione ben più minacciosa: quella delle profondità della terra. Pare infatti che i due esploratori siano seguaci delle teorie di John Cleves Symmes che nel 1819 ebbe a dichiarare al congresso degli Stati Uniti d’America che la terra è vuota e abitabile interiormente e che contiene al suo interno sfere solide concentriche. L’ingresso per questa terra interiore veniva fissato dal Symmes ai poli, mentre da alcuni manoscritti di era platonica, decifrati qualche anno or sono dal celebre classicista Von Wilamowitz Möllendorf, pare che la via per il centro della terra cava sia da localizzarsi da qualche parte a sud dell’equatore. Che il Kilimangiaro sia la nuova porta dell’Ade o l’ingresso per il giardino perduto dell’Eden? Che dietro la loro pacifica aria di esploratori&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si celi il ghigno del visigoto che insidia il primato italico sull’orbe terracqueo? E che fanno i nostri esploratori? Si lasceranno superare nella corsa alle colonie intraterracquee da un branco di mangiacrauti? “Se fosse ancora vivo Nembrotte Nepomuceno un Pallone aerostatico con la bandiera savoiarda avrebbe già da tempo fatto rotta verso le terre degli ottentotti e degli ippopotami”, ha dichiarato, in evidente stato di sovreccitazione, il Medico Della Real Casa Gioachino Stampacchia.&lt;br /&gt;08.10.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-2565069579561919836?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/2565069579561919836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=2565069579561919836&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/2565069579561919836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/2565069579561919836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/il-kilimangiaro-espugnato.html' title='Il Kilimangiaro espugnato!'/><author><name>alunno Proserpio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03520403471745912787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-7814987695190130429</id><published>2006-10-05T09:27:00.000+02:00</published><updated>2006-10-05T12:06:26.878+02:00</updated><title type='text'>La calata dei Teutoni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/1600/hunley.3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/hunley.3.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo orgogliosi di comunicare che, proprio in questi giorni, l'Imperatore di Germania Guglielmo II sta visitando il nostro bel paese ed in particolare la città di Milano a seguito dell'invito espressogli in tal senso qualche mese orsono da S.M. Umberto I. La visita si inserisce nelle trattative condotte dal Primo Ministro Crispi con il suo omologo teutonico Bismark, per la stipula di un alleanza militare difensiva che, assieme al rifiuto del governo italiano di organizzare un padiglione alla Fiera Universale che si sta concludendo a Parigi, hanno provocato un repentino raffreddamento nei rapporti con la Repubblica Francese.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A corollario della visita dell'imperatore vi sono state anche riunioni tra gruppi di studio scientifici e militari italiani e germanici. In particolare è stato visionato dai tecnici della Regia Marina il prototipo di un mezzo sottomarino, o sommergibile come viene chiamato comunemente in ambito marinaresco.  Il progetto è basato sul sommargibile della flotta confederale americana &lt;span style="font-style: italic;"&gt;CSS Hunley&lt;/span&gt;, dal nome del suo progettista, che nel febbraio del 1864, durante la guerra civile, portò con successo a termine la missione di affondamento della goletta unionista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Housatonic,&lt;/span&gt; prima di inabissarsi a sua volta tragicamente assieme alla propria ciurma. Il prototipo, chiamato U-Boot Ein, è stato testato nelle acque del Naviglio con successo e, per la gioia dei piccini spettatori, si è proceduto ad un esplosivo fuoriprogramma: l'affondamento a mezzo di siluri di una chiatta  utilizzata da malavitosi di nazionalità cinese, tutti già arrestati, per contrabbandare merci via fiume.&lt;br /&gt;Gli incontri scientifici, invece, sono stati contraddistinti dalla curiosa presenza del Professor Orfanik che ha esposto all'Accademia di Brera, le proprie teorie sulla conservazione dei tessuti organici morti sottoposti a trattamento chimico. Il professore, fortemente contestato dai suoi stessi connazionali, ha lasciato l'aula della conferenza minacciando i presenti e dichiarando di non voler mettere più piede in Germania e che piuttosto sarebbe andato a vivere nei Carpazi.&lt;br /&gt;05.10.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-7814987695190130429?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/7814987695190130429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=7814987695190130429&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/7814987695190130429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/7814987695190130429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/la-calata-dei-teutoni.html' title='La calata dei Teutoni'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2274102896676338902.post-7962949929944381507</id><published>2006-10-04T00:06:00.000+02:00</published><updated>2006-10-03T11:23:59.442+02:00</updated><title type='text'>Giacomino dove sei?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="margin: 5pt 0px 0px 10pt; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/7382/277600451254435/320/jack.jpg" alt="" border="0" /&gt;E' passato quasi un anno dal feroce assassinio della giovine Mary Jane Kelly e la polizia, come si dice in questi casi, brancola ancora nel buio. Nessuno sa ancora che faccia abbia Jack the Ripper, lo spietato assassino che noi chiameremmo Giacomo il Laceratore. La polizia britannica sta valutando di chiedere aiuto ad insigni esponenti della lotta al crimine di tutta Europa. Si sa per certo che il famoso detective Sherlock Holmes ha rifiutato ogni coinvolgimento nella vicenda a causa dei troppi impegni che già lo attanagliano. Mentre di qualche giorno fa è la voce che il famoso ispettore Lestrade di Scotland Yard, già usufruitore in più occasioni del fine intelletto dello Holmes,  sia partito in anonimato verso l'Italia. Lo scopo recondito dell'ispettore di Sua Maestà sarebbe di raggiungere in segreto Torino e mettersi in contatto con il celebre scienziato italiano Cesare Lombroso per chiedergli di prestare la propria consulenza sul caso. A tal fine l'ispettore Lestrade avrebbe portato con sè diverse illustrazioni e dagherrotipi rappresentanti i cadaveri delle povere vittime e le mutilazioni che il pazzo Giacomino ha inflitto loro in preda ad una evidente insania.&lt;br /&gt;Riusciranno l'ispettore sassone e il medico gianduia a far luce sull'efferato mistero? Speriamo proprio di sì, ma nel frattempo restiamo angosciati nella fredda questione: Giacomino dove sei?&lt;br /&gt;03.10.1889&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2274102896676338902-7962949929944381507?l=telegrafoavapore.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/feeds/7962949929944381507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2274102896676338902&amp;postID=7962949929944381507&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/7962949929944381507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2274102896676338902/posts/default/7962949929944381507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://telegrafoavapore.blogspot.com/2006/10/giacomino-dove-sei.html' title='Giacomino dove sei?'/><author><name>duffogrup</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03523329431514176776</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wtpyIr70Z5s/TWBLtddEuoI/AAAAAAAAAro/0JzDTagHsEE/s220/duffogrup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
